martedì 30 dicembre 2008

MotoGP - Campionato 2009: Suzuki 3 - Kawasaki 0 ?


Carmelo Ezpeleta è preoccupatissimo: pare infatti che sia venuto a conoscenza che sedersi a tavola in 17 porta sfiga, e in questo momento il suo giocattolo, la MotoGP, conta sullo schieramento proprio diciassette moto. Un numero proprio brutto, non solo per chi è molto scaramantico. Il contratto che la Dorna ha stipulato con la Federazione Internazionale prevede infatti un minimo di 18 moto per poter organizzare una serie che possa fregiarsi della denominazione di Campionato del Mondo.

La questione, insomma, si fa seria: venuto a sapere del ritiro della Kawasaki, Ezpeleta avrebbe tentato di opporre resistenza, cercando di far continuare i “verdi” sostenendo che ormai era troppo tardi per chiamarsi fuori e che avrebbero dovuto avvisare la Dorna entro settembre. Ad Akashi non hanno battuto ciglio: pagheranno la penale per la mancata partecipazione al Mondiale 2009.

La sensazione è che la Kawasaki abbia preso la palla al balzo, lasciando in questo modo un campionato dove finora non aveva combinato nulla di buono in un periodo contraddistinto da tanti altri ritiri clamorosi, come quello della Honda dalla F.1, e quelli di Subaru e Suzuki dal Mondiale Rally. Del resto i motivi addotti nella comunicazione inviata questa mattina via mail ai componenti del team è molto generica, e suona più o meno così: a causa della crisi economica, la Kawasaki intende concentrarsi sul proprio core business. Più o meno, le stesse parole utilizzate dalla Honda, quasi come se ad Akashi avessero fatto un copia-incolla del comunicato della Casa dell’Ala.

Per la Kawasaki Heavy Industries l’impegno in MotoGP rappresentava soltanto un peso: minimo, dato che si parla di un’azienda enorme che ha interessi in moltissimi altri settori, ma comunque una perdita. La telenovela della terza moto da fornire al team Aspar è andata avanti diversi mesi proprio nel tentativo di finanziare, attraverso la vendita di moto satellite, l’attività del team factory, ma poi non se n’è fatto più nulla.

Aspar ci riprova: terza Suzuki per Hopkins?

A chi può rivolgersi, a questo punto, Ezpeleta, per raggiungere quota 18? La Honda mette già in campo sei moto, e la Ducati cinque, per cui è decisamente improbabile pensare a un impegno più massiccio. Stesso discorso per la Yamaha, che già diversi mesi fa rifiutò la proposta di Jorge Martinez per schierare una quinta moto: Aspar aveva il pilota (Bautista) e anche i soldi, ma da Iwata giunse un secco no. La Casa dei tre Diapason del resto ha sempre cercato di mantenere la propria formazione satellite tecnicamente molto vicina al team factory. Edwards e Toseland hanno sempre aspettato relativamente poco per ricevere gli aggiornamenti a disposizione dei piloti ufficiali, e allargare l’impegno a una quinta moto potrebbe scalfire questa politica di gestione, rivelatasi molto efficiente.

Dalla Spagna arriva però la voce che Aspar Martinez, appena saputo della rivoluzione innescata dalla Kawasaki, sia tornato alla carica con la Suzuki: la Casa di Hamamatsu questa volta potrebbe finalmente decidersi e mettere in campo una terza GSV-R. In un solo colpo riaccoglierebbe una vecchia conoscenza come Hopper, e soprattutto andrebbe ad incamerare i soldi della Monster, bibita energetica legata a doppio filo col californiano.

In più, volete che Ezpeleta non sia disposto anche lui a dare una mano?

Fonte: www.gpone.com
Fonte (immagine): www.motoblog.it

MotoGP - La Kawasaki si ritira dalla MotoGP: non parteciperà al campionato 2009 !


Una notizia clamorosa non ancora ufficialmente confermata, ma credibile. Melandri e Hopkins a piedi, il campionato in ginocchio. I nodi sono arrivati al pettine per la Casa giapponese e per la Dorna

La Kawasaki non parteciperà alle corse del campionato mondiale MotoGP 2009. La notizia non è ancora ufficiale, ma dovrebbe diventarlo fra breve con un comunicato che chiarirà ovviamente anche i motivi. Ve li anticipiamo: crisi economica mondiale, esigenza di razionalizzare le spese e di investire maggiormente sulla ricerca in campo produttivo.
Tutte balle. O quasi tutte. La realtà è che da anni la Kawasaki colleziona solamente insuccessi, sia nella MotoGP, sia nella Superbike: la gestione sportiva è evidentemente in mano alle persone sbagliate e i risultati sono coerenti alle persone. Qualcuno, molto in alto ad Akashi deve aver pensato che la crisi economica poteva essere l'occasione giusta per lasciar perdere questo gioco dispendiosissimo e massacrante per l'immagine dell'azienda, così, prendendo spunto dalle voci che volevano la Honda in procinto di ritirarsi per gli stessi motivi, potrebbe essere arrivata la decisione drastica dell'abbandono.
Ma se la Honda ha cambiato idea – si dice dopo una riunione in cui ha imposto con successo tutto il suo peso ai vertici della Dorna – la Kawasaki non aveva certamente il potere contrattuale della grande concorrente, per cui si è accontentata di attuare ciò che l'altra aveva solo sbandierato.
Comunque sia, adesso la palla passa alla Dorna, che sta semplicemente raccogliendo i frutti di un gestione fallimentare della MotoGP, almeno quanto quella della Kawasaki. Milioni e milioni di contatti televisivi? Munifici sponsor? E diciassette moto in pista. Roba da dover modificare ancora la griglia di partenza facendo file da due.
Da anni ripeto che la formula MotoGP attuale è sbagliata: troppo costosa, troppo puntata sui piloti, troppo fumo e poco arrosto. Molti pensavano che i nodi sarebbero venuti al pettine con l'addio di Valentino Rossi, ma non c'è stato bisogno di aspettare tanto: i nodi al pettine li ha portati l'incapacità documentata di modificare e migliorare ciò che andava modificato e migliorato. Così nella prima settimana di gennaio ci sarà una riunione fra i responsabili delle Case che partecipano alla MotoGP, una riunione informale, non sotto le insegne della MSMA (l'associazione "ufficiale" delle Case impegnate nelle corse), per decidere il da farsi, in primo luogo per salvare il campionato 2009 – a rischio non solo per l'esiguo numero di partenti, ma anche per l'eventualità che altri decidano di lasciare – in secondo luogo per gettare le basi di nuove regole capaci di salvare la MotoGp dalle sabbie mobili in cui è finita.
La Kawasaki infatti potrebbe non essere la sola rinunciataria. Anche la Suzuki è certamente a rischio. Per ora si sa solo che ha annullato dei test in pista che erano previsti a fine gennaio col pilota collaudatore Aoki. Provate a pensare che cosa succederebbe alla MotoGP se anche la Suzuki issasse bandiera bianca...
Torniamo alla Kawasaki. La Casa di Akashi per il 2009 aveva programmato due presenze ufficiali: una in MotoGP, una in Superbike. Della prima abbiamo già detto, e aggiungiamo che non è nemmeno sicuro che Marco Melandri avesse già il contratto firmato in mano. Della seconda sappiamo che la Kawasaki ha lasciato il Team PSG-1, attribuendogli la colpa della debacle del 2008, ed ha concluso un accordo di partnership ufficiale – via Kawasaki Europa – col team inglese Paul Bird e coi piloti Broc Parkes e Makoto Tamada. Può darsi che il ritiro dalla MotoGP determini addirittura il potenziamento della presenza in Superbike, ma può darsi anche il contrario, ossia che la Casa giapponese decida di chiudere con entrambi i Mondiali. Al momento non si sa nulla.
"Io spero che la Kawasaki non si ritiri dalla Superbike – afferma Pierguido Pagani, titolare del Team PSG-1 – La mia squadra correrà con le Kawasaki in forma privata e con giovani piloti emergenti, ma provate a immaginare quanta voglia abbia di confrontarsi in pista con le Kawasaki e i piloti ufficiali del Team Bird, e magari di dimostrare loro – e a tutti – che non era il Team PSG-1 la causa di tutti i mali...".

Fonte: www.motonline.com

lunedì 29 dicembre 2008

SS - Chiusi i test ad Almeria per il team Triumph Be1 Racing


Il team Triumph Be1 Racing ha chiuso oggi la prima due giorni di prove in preparazione della stagione 2009, svoltasi sul tracciato iberico di Almeria. Un test organizzato per incamerare le prime informazioni sul comportamento delle evoluzioni che la Daytona 675 presenta in configurazione 2009 e per permettere al neoacquisto Gianluca Nannelli di prendere confidenza con la nuova moto. Assente Garry Mc Coy che, recatosi in Australia per le festività natalizie, inizierà ad affiancare il compagno da gennaio , quando la squadra tornerà in pista a Valencia per proseguire il lavoro di sviluppo.

GIANLUCA NANNELLI | Triumph 675 : "E’ stato un test utile per cominciare a capire la moto. Abbiamo percorso parecchi chilometri utilizzando set up differenti,lavoro che mi è servito per cominciare a capire le reazioni della moto agli interventi operati sulla ciclistica. Ne ho ricavato un ottima impressione, la coppia di questo motore aiuta molto la mia guida, la base di partenza è ottima ed i tempi sono arrivati con facilità".

LUCIO NICASTRO| D.S : "In questo test abbiamo lavorato su un mezzo ibrido 2008-2009. Abbiamo potuto cominciare a testare alcuni particolare e verificare l’efficacia degli upgrade al cambio. Nannelli ha potuto lavorare per la quasi totalità delle due giornate di prove, le condizioni meteo sono sempre state buone, con una temperatura all’ asfalto che ha oscillato tra i 12 gradi del mattino e i 30 del mezzodì. Ha dimostrato di aver stabilito subito un buon feeling con la moto e ha fornito valide informazioni che ci serviranno per lavorare in reparto corse prima di ripresentarci in pista nel nuovo anno a Valencia".

Fonte: http://www.be1racing.com

venerdì 26 dicembre 2008

SS - Triumph al via nel Mondiale Supersport


La casa inglese si affiderà al miglior team del 2008, con i pilota Mc Coy e Nannelli

Il team BE1 Racing sarà la squadra ufficiale Triumph per il prossimo campionato Supersport, al quale parteciperà con i piloti Garry McCoy e Gianluca Nannelli in sella alla Daytona 675.
Migliore team Triumph nel Mondiale 2008, col supporto dell'importatore italiano, il BE1 Racing, nel 2009, si affiderà al pilota australiano (che ha corso sia in Superbike che in 500 GP) e a Nannelli, tra i piloti più popolari della categoria.
"Sono rimasto ben impressionato dalle caratteristiche della 675 standard che ho potuto saggiare – ha commentato Nannelli - ha un buon telaio e un motore potente. Non vedo l'ora di salire sulla versione da gara, con la quale conto di poter raccogliere buoni risultati e fare felici sia i miei numerosi tifosi sia gli appassionati del marchio".

sabato 20 dicembre 2008

Gioco da tavolo Moto Grand Prix


Un gioco da tavolo con cui vivere le emozioni di una gara sui più affascinanti circuiti del mondo. I modellini si piegano in curva e si alzano su una sola ruota, Il tabellone di gioco permette di ricreare tanti circuiti differenti

Pieghe, impennate, sprint e staccate… Tutto sul tavolo della sala da pranzo, magari assieme ai parenti durtante le festività natalizie.
Si chiama Moto GrandPrix la nuova proposta di Nexus Games per gli appassionati delle due ruote: da due a sei giocatori possono divertirsi con modelli in scala che riproducono le più famose moto da Gran Premio.
Simpatica l'idea di realizzare il tabellone di gioco con 72 tessere modulari: si possono incastrare tra loro in varie combinazioni e vanno a ricreare un gran numero di tracciati sempre differenti.
I modellini sono provvisti di una speciale base che gli permette "interpretare" la guida dei piloti in pista, con tanto di pieghe ed impennate.
Ogni giocatore dispone di un "cupolino", vero e proprio cockpit con cui gestire le caratteristiche della moto durante la gara (per esempio il consumo delle gomme e l'uso del motore oltre i limiti di potenza); sono disponibili molti accessori per variare le caratteristiche della pista e un regolamento di gioco con tre diversi livelli di difficoltà.
Il sistema di gestione dei dadi è denominato FlipDiceSystem, una"regola" che permette di trasformare i risultati del tiro flippando, ovvero ribaltando i dadi, allo stesso modo con cui i piloti nella realtà agiscono sulla manopola del gas e sui freni.
Moto GrandPrix by Nexusgames è disponibile per il periodo natalizio e si può acquistare a 49,90 euro.

Per informazioni: www.nexusgames.com
Fonte: www.motonline.com

mercoledì 17 dicembre 2008

MotoGP - Lista provvisoria dei piloti per il 2009

La Federazione Internazionale di Motociclismo (FIM) ha reso noto la lista degli iscritti alla prossima stagione del Campionato del Mondo di MotoGP.

3. DANI PEDROSA, REPSOL HONDA TEAM
4. ANDREA DOVIZIOSO, REPSOL HONDA TEAM
5. COLIN EDWARDS, TECH 3 YAMAHA
7. CHRIS VERMEULEN, RIZLA SUZUKI MOTOGP
14. RANDY DE PUNIET, LCR HONDA MOTOGP
15. ALEX DE ANGELIS, SAN CARLO HONDA GRESINI
21. JOHN HOPKINS, KAWASAKI RACING TEAM
24. TONI ELIAS, SAN CARLO HONDA GRESINI
27. CASEY STONER, DUCATI MARLBORO TEAM
33. MARCO MELANDRI, KAWASAKI RACING TEAM
36. MIKA KALLIO, PRAMAC RACING
46. VALENTINO ROSSI, FIAT YAMAHA TEAM
52. JAMES TOSELAND, TECH 3 YAMAHA
59. SETE GIBERNAU, GRUPO FRANCISCO HERNANDO
65. LORIS CAPIROSSI, RIZLA SUZUKI MOTOGP
69. NICKY HAYDEN, DUCATI MARLBORO TEAM
72. YUKI TAKAHASHI, SCOT RACING TEAM MOTOGP
88. NICCOLO CANEPA, PRAMAC RACING
99. JORGE LORENZO, FIAT YAMAHA TEAM

Fonte: www.motogp.com

domenica 14 dicembre 2008

Recensione DRIM sulla stampa specializzata

Siamo orgogliosi di mostrarvi la pagina del mensile IN MOTO dove, nel numero di dicembre, è stato recensito il nostro blog:

WSBK - Calendario Mondiale Superbike 2009


Quattordici Gran Premi dall'1 marzo al 25 ottobre. Entra Kyalami ed esce Brands Hatch. Debutto in Australia anziché in Qatar. In Italia esce Vallelunga ed entra Imola

La Federazione Motociclistica Internazionale ha diramato il calendario provvisorio del mondiale Superbike 2009. Scompare clamorosamente Brands Hatch, la pista in cui il campionato delle derivate di serie stabiliva ogni anno il record stagionale di spettatori, e viene sostituito dal circuito sudafricano di Kyalami. Altra importante variazione: in Italia esce Vallelunga e rientra Imola dopo qualche stagione di assenza. La gara sarà disputata il 27 settembre.
Si invertono le prime due gare stagionali, con l'Australia in apertura e il Qatar 15 giorni dopo. In totale i Gran Premi previsti sono 14 coerentemente con quanto affermato da Paolo Flammini nella conferenza stampa di Magny Cours in cui aveva espresso l'opinione che in ogni caso il campionato non debba superare i 15 GP a stagione.

Di seguito il calendario con data, nazione, circuito e classi che vi corrono:

1 marzo Australia Phillip Island SBK SS
14 marzo Qatar Doha/Losail SBK SS
5 aprile Spagna Valencia SBK SS STK
26 aprile Olanda Assen SBK SS STK
10 maggio Italia Monza SBK SS STK
17 maggio Sudafrica Kyalami SBK SS
31 maggio Stati Uniti Salt Lake City SBK SS
21 giugno San Marino Misano SBK SS STK
28 giugno Gran Bretagna Donington Park SBK SS STK
26 luglio Repubblica Ceka Brno SBK SS STK
6 settembre Germania Nürburgring SBK SS STK
27 settembre Italia Imola SBK SS
4 ottobre Francia Magny-Cours SBK SS STK
25 ottobre Portogallo Portimão SBK SS STK

Fonte: www.motonline.com

WSBK: Kawasaki PSG-1 Corse comunicato stampa piloti stagione 2009


Ringraziando il team PSG-1 Kawasaki Corse per averci contattati, pubblichiamo il Comunicato stampa inviatoci.

COMUNICATO STAMPA

E’stato siglato ieri, mercoledì 10 dicembre, a San Marino, l’accordo con il giovane pilota Matteo Baiocco che entra così a far parte del team PSG-1 Corse ed affiancherà il già confermato Ayrton Badovini nel Campionato del Mondo Superbike 2009 ormai alle porte.

Il pilota ventiquattrenne, lascerà quindi la categoria Superstock 1000 e scenderà in pista in sella alla Kawasaki ZX-10R Superbike del team di San Marino.

Un passo importante che vedrà Matteo misurarsi con piloti più blasonati.

Il pilota è entusiasta della collaborazione appena iniziata e già fortemente motivato nel raggiungimento del suo obbiettivo di emergere tra i debuttanti della categoria. Come lui stesso afferma – partire in Superbike in un contesto quale quello della PSG-1 Corse è davvero stimolante - .

La scelta di due piloti giovani dimostra la fiducia che la PSG-1 Corse, pone sulle giovani promesse, dando loro la possibilità di crescere.

PSG-1 Corse
Ufficio Stampa

PRESS RELEASE

Matteo Baiocco, the young 24 years old rider from Osimo, Ancona, has been chosen by PSG-1 Corse team on Wednesday, December 10th, to compete at Ayrton Badovini’s side to the World Superbike Championship 2009.

Coming from the Superstock 1000 category, Matteo declares to be very enthusiastic to start in the Superbike category with a team of considerable importance as PSG-1 Corse.

The young rider is already very motivated and ready to stand out among the other emergent riders of the category.

The team really trusts in young promising riders as its choices demonstrate and wants to give them the possibility to grow professionally.

PSG-1 Corse

Press Office

Motomondiale: il regolamento ufficiale della Moto2

Pubblichiamo di seguito il regolamento ufficiale in lingua inglese della Moto2, la nuova classe che dal 2011 sostituirà la 250

Replacement Regulation for 250cc Class from 2011 (Moto2)

Technical Regulations:

1. Engine
1.1 4-stroke engines only.
1.2 Engine capacity: maximum 600cc.
1.3 4 cylinders maximum.
1.4 No oval pistons.
1.5 Engines must be normally aspirated. No turbo-charging, no super-charging.
1.6 Engine speed limited to maximum: 16,000 rpm. 4-cylinder engines
15,500 rpm. 3-cylinder engines
15,000 rpm. 2-cylinder engines
An electronic system supplied by the Organisers will be permanently attached to monitor and control engine speed.
1.7 Pneumatic valve operation is not permitted.
1.8 Inlet and Exhaust valves must be of conventional type (reciprocating poppet valves).
1.9 Variable valve timing or variable valve lift systems are not permitted.
1.10 Only wet-sump type engine lubrication systems are permitted.

1.11 Minimum weight of complete engine with throttle body, dry:
53 kg 4-cylinder
50 kg 3-cylinder
47 kg 2 cylinder

2. Inlet & Fuel System
2.1 Variable-length inlet tract systems are not permitted.
2.2 Only one throttle control valve per cylinder is permitted. No other moving devices are permitted in the inlet tract before the engine intake valve.
2.3 Throttle bodies will have a maximum internal diameter (must be perfectly circle except for the area of dent or groove to allow the injector to come out) at engine side out-let of:
42 mm for 4-cylinder
48 mm for 3-cylinder
59 mm for 2-cylinder
2.4 Fuel injectors will be restricted to a defined type (tba, based on cost).
2.5 Fuel pressure must not exceed 5.0 bar.
2.6 No artificial cooling of intake air or fuel.
2.7 Only air or air/fuel mixture is permitted in the induction tract and combustion chamber.
2.8 No direct fuel injection into the cylinder/head/combustion chamber.
2.9 Fuel specification will be for standard unleaded fuel (commercially available EU-compliant "pump fuel").

3. Exhaust system
3.1 Variable length exhaust systems are not permitted.
3.2 Noise limit will be a maximum of 120 dB/A, measured in a static test.

4. Transmission
4.1 A maximum of 6 gearbox speeds is permitted.
4.2 A maximum of 3 alternate gear ratios for each gearbox speed, and 2 alternate ratios for the primary drive gear is permitted. Teams will be required to declare the gearbox ratios for each gear used at the beginning of the season.
4.3 Electro-mechanical or electro-hydraulic clutch actuating systems are not permitted.

5. Ignition, Electronics & Data-Logging
5.1 Data logger system will be supplied by the series Organizer.
5.2 Only the ECU/fuel injection control units supplied by the series Organiser are allowed to be fitted to the motorcycle. Electronic control units include the timing transponder, engine RPM control, and datalogger systems. No other electronic control or datalogging systems will be allowed on the motorcycle. The price of ECU unit made by each engine manufacturer must be equal to or less than JPY 75,000 (about Euro 650).

6. Chassis
6.1 Chassis will be a prototype, the design and construction of which is free within the constraints of the FIM Grand Prix Technical Regulations. The frame, swing-arm, fuel tank, seat and cowling are forbidden to use from a non-prototype as series production road-going motorcycle.
6.2 Minimum Total Weight:
135kg for 4-cylinder
130kg for 3-cylinder
125kg for 2-cylinder
6.3 No carbon brake discs.

7. Wheels & Tyres
7.1 No carbon composite wheels.
7.2 The maximum permitted wheel rim width is: Front 4.00" Rear 6.00" or 6.25"
7.3 The only permitted wheel rim diameter is: Front 17" Rear 17"
7.4 The number of slick tyres allocated to each rider per event will be controlled.

8. Materials & Construction
8.1 Construction materials will be limited to exclude expensive "non-conventional" materials and manufacturing methods (a list will be issued).
8.2 The following components must be made from iron-based alloys: Valve springs, camshafts, crankshafts, connecting rods, piston pins, brake discs.
8.3 Engine crankcases and cylinder heads must be made from cast aluminium alloys.
8.4 Pistons must be made from an aluminium alloy.

9. General
9.1 Number of machines: the team can scrutineer only one motorcycle per rider.
9.2 Number of engines: a maximum of 2 complete engines per rider is permitted at any event. Teams will be required to register engine serial numbers at Technical Control on the day before the first practice.
9.3 Apart from the above regulations, all other construction criteria, dimensions and specifications are as per the FIM Grand Prix Regulations.
9.4 The engine (excluding exhaust, throttle bodies and ECU) used in a race is available to be purchased by another competitor in the same race for a fixed price of €20,000 (Euro). Such purchase request must be made in writing to Race Direction within the protest period, that is within 60 minutes after the official end of the race. The transaction and delivery will be completed immediately at the end of the 60 minute protest period and will be underwritten by IRTA. Teams refusing to sell when presented with a valid request will be disqualified.

Fonte: www.motonline.com

Motomondiale: Il tramonto della 250 e l'alba della Moto2


Arriva il regolamento della classe che dal 2011 sostituirà la 250

Finalmente arriva il regolamento della nuova Moto 2, la classe che dal 2011 prenderà il posto della 250 nel motomondiale. Regole interessanti, come vedremo, finalizzate a contenere i costi, ma per ora nessun costruttore che si sia impegnato a partecipare e parecchi punti discutibili. Ad esempio i limiti, troppi per una classe che dovrebbe (oltre a svezzare i talenti della 125 in transito per la Moto GP) essere prototipo. Ecco qua, in sintesi come saranno le nuove Moto 2. Motore quattro tempi, massimo quattro cilindri, massimo 600 cc, vietati i pistoni ovali, valvole pneumatiche e il turbocompressore. Giri massimi (rilevabili dall'organizzazione direttamente) 16.000 per i 4 cilindri, 15.500 per i tre e 15.000 per i bicilindrici.
Ammessa solo la lubrificazione a carter umido, e questo lascia un po' perplessi perché sembrava logico - per rimarcare la differenza fra motori di serie e da corsa - optare per il carter secco. Vietate le fasature variabili, come i condotti a lunghezza e geometria variabile, i corpi farfallati sono al massimo di 42 mm di diametro per i 4 cilindri, 48 per i 3 e 59 per i bicilindrici. I motori dovranno usare normale benzina "verde".
LO scarico deve essere fisso e non a lunghezza variabile con un limite di rumorosità massimo di 120 decibel. Cambio a sei rapporti, con tre set di rapporti possibili, oltre a due di primaria, che vanno dichiarati ad inizio stagione. La gestione elettronica dei dati verrà fornita dall'organizzazione, comprese le mappature. Il prezzo della centralina sarà di circa 650 euro.
La ciclistica deve essere prototipo e non derivata da modelli di serie e i pesi massimi sono di 135 kg per i 4 cilindri, 130 per i 3 e 125 per i bicilindrici, vietati i dischi dei freni in carbonio. Gomme e ruote da 17 pollici con misura massima di 4" all'anteriore e di 6" o 6.25" dietro.
A fine gara ogni partecipante potrà acquistare il motore di un rivale, scarico, corpi farfallati e centralina esclusi, per una cifra di 20.000 euro. Una moto sola punzonata a gara e due motori al massimo a disposizione.
Insomma, una formula interessante, un po' cervellotica, per ora solo sulla carta, ma dite cosa c'è di "motomondiale" in una classe del genere. I vecchi che hanno sentito ruggire a ben oltre 20.000 giri la Honda 125 cinque cilindri della metà degli anni Sessanta si consolino: tecnicamente sono più avanti loro!

Fonte: www.motonline.com

Yamaha FZ1 Abarth Versione Finale

DRIM si era già occupato di questa special nel precedente articolo del 18 novembre 2008.
Riportiamo la notizia della versione finale visto che questa special ci piace davvero tanto.
Consigliamo vivamente di guardare le foto in alta risoluzione sul sito www.motorbox.com dal quale riportiamo anche la notizia.

EDIZIONE FINALE Quando qualche settimana fa presentammo la Yamaha FZ1 Abarth, nel nostro spazio commenti si è accesa la discussione. C'era chi criticava pesantemente l'operazione, e chi invece la approvava pienamente. Ci sentiamo di schierarci con la seconda fazione. In fondo questa operazione è la stessa che da anni è il fiore all'occhiello dei marchi italiani, che propongono moto "Factory", "R" o "RR" partendo da modelli standard a cui viene cambiato l'equipaggiamento ciclistico con altro di fattura più raffinata.

JAPAN SPECIAL Quindi perchè scandalizzarsi se Yamaha ha fatto lo stesso? Sfruttando l'accordo commerciale con Fiat il marchio Abarth (che come ricordato in occasione della prima presentazione ha ben diritto ad alloggiare su una moto, visto che sono state proprio le moto le prime special di Abarth) è finito su una versione speciale della FZ1, che potrebbe anche essere il primo di una serie di modelli marchiati Abarth ed equipaggiati con componentistica "premium". La moto è stata presentata nella sua versione definitiva al Motor Show di Bologna.



PARTI SPECIALI Abbiamo già descritto nel dettaglio la FZ1 Assetto Corse in dettaglio qui ricordiamo solo che questa special di Yamaha monta cerchi forgiati Marchesini, sospensioni Ohlins, pinze monoblocco Brembo, Dischi Braking, scarico Akrapovic e comandi Rizoma.




ARRIVA? SECONDO VOI? Il risultato ci pare molto riuscito e visto che Yamaha ci ha preso gusto anche se non ci sono dichiarazioni ufficiali in merito (non si sa se e quando arriverà, nè quanto potrebbe costare) sembra logico che una piccola serie di queste FZ1 Abarth Assetto Corse arrivi sul mercato. Cosi dopo le "Factory" le "R", le "RR" "Veloce" avremo anche una moto Abarth e, forse, non solo lei...

Fonte (articolo e immagini): www.motorbox.com

venerdì 12 dicembre 2008

Test SBK a Kyalami, finale. Fabrizio chiude al comando. Spies e Haga inseguono!

L’uragano “Mich” si è abbattuto sul circuito di Kyalami: nei test Pirelli del Mondiale Superbike effettuati sul circuito sudafricano il romano è rimasto davanti a tutti dal primo all’ultimo giorno, mantenendo sempre la sua Ducati in cima alla lista dei tempi.
Come accaduto ieri nel secondo giorno di prove, anche oggi Fabrizio ha messo subito le cose in chiaro, segnando in mattinata il tempo di 1’39”714, limite che nessuno è riuscito a raggiungereIl gran caldo ha reso la giornata di prove abbastanza noiosa per buona parte della tarda mattinata e del pomeriggio, con pochi piloti in pista e tempi alti, dopodiché, dopo le 16, nell’ultima ora a disposizione, i piloti hanno montato le gomme più morbide alla ricerca del giro veloce.
Nessuno è però riuscito a battere Fabrizio che, anzi, è sceso dalla moto utilizzata al mattino (la 2) salendo sulla moto 1 arrivando a pochi millesimi dal suo miglior tempo in 1’39”741.
Gli unici altri piloti a scendere sotto la barriera del minuto e 40 secondi sono stati Ben Spies con la Yamaha, autore di 1’39”978, e Noriyuki Haga, terzo a un soffio dal texano in 1’39”984.
Come ieri la Casa di Borgo Panigale ha perciò sfiorato la doppietta, a dimostrazione che la 1098 F09 è ancora competitiva, nonostante i grandi sforzi che stanno facendo gli altri costruttori, soprattutto Yamaha e Suzuki che hanno continuato a Kyalami lo sviluppo delle loro nuovissime moto.A seguire c’è la coppia della Honda Rea-Checa (con Kiyonari invece più attardato) e la coppia Suzuki, con Neukirchner sesto che ha fatto meglio del compagno Kagayama.Max Biaggi, rallentato in tarda mattinata da una rottura al motore della sua Aprilia RSV4, ha chiuso le prove sudafricane in ottava posizione a 1" dalla vetta, mentre la prima BMW è quella di Troy Corser, decimo a 1”4 da Fabrizio: l’australiano a metà giornata è anche incappato in una caduta.

Test a Kyalami, i tempi finali:
1. Michel Fabrizio (Ducati) – 1’39”714
2. Ben Spies (Yamaha) – 1’39”978
3. Noriyuki Haga (Ducati) – 1’39”984
4. Jonathan Rea (Honda) – 1’40”035
5. Carlos Checa (Honda) – 1’40”170
6. Max Neukirchner (Suzuki) – 1’40”394
7. Yukio Kagayama (Suzuki) – 1’40”657
8. Max Biaggi (Aprilia) – 1’40”768
9. Ryuichi Kiyonari (Honda) – 1’41”067
10. Troy Corser (BMW) – 1’41”102
11. Shinya Nakano (Aprilia) – 1’41”331
12. Tom Sykes (Yamaha) – 1’41”562
13. Ruben Xaus (BMW) – 1’41”996

Fonte: http://www.gpone.com/

giovedì 11 dicembre 2008

Test SBK a Kyalami, 2° giorno: tempone di Fabrizio davanti a Neukirchner e Haga!

Michel Fabrizio si è confermato il più veloce anche nel secondo giorno di test Pirelli della Superbike sul circuito di Kyalami: il romano, al comando sin dal mattino grazie al tempo di 1’40”700, ha abbassato ulteriormente il proprio tempo a 5 minuti dal termine delle prove scendendo fino a 1’40”256.Una bella prova di maturità per Fabrizio, che dopo il primato di ieri aveva affermato che oggi sarebbe tranquillamente potuto andare più veloce. Michel ha mantenuto la promessa con un tempone che non ha lasciato speranza agli altri piloti. Soltanto Max Neukirchner nelle battute finali è riuscito a portarsi a ridosso del ducatista girando in 1’40”688, scavalcando Haga ed impedendo alla Ducati di chiudere la giornata con una bella doppietta.
A proposito di “NitroNori”, dopo le tre cadute di ieri il giapponese ha iniziato il secondo giorno con molta più calma, ma nel finale non ha mancato di dimostrare il suo potenziale, portando la sua 1098 F09 al terzo posto davanti alle due Honda di Carlos Checa e Jonathan Rea, molto più veloci rispetto a ieri. Lo spagnolo effettivamente ieri si era nascosto (non si sa ancora se lo ha fatto volutamente: pare che ci fossero problemi al suo transponder), mentre oggi è uscito allo scoperto con tempi molto interessanti, che rilanciano anche la Casa dell’Ala nella lotta al vertice.A parte Fabrizio, che ha distanziato tutti, l’equilibrio è stato anche oggi elevatissimo: da Neukirchner (secondo) a Spies (nono) ci sono meno di quattro decimi! Davanti al texano della Yamaha (che ha girato poco nel pomeriggio senza migliorare il tempo segnato questa mattina) ci sono le due Aprilia, con Nakano settimo e Biaggi ottavo, mentre sono più indietro entrambe le BMW: Corser ha accusaro 1”7 da Fabrizio, Xaus oltre due secondi. La lista dei tempi è chiusa da Sykes, che anche oggi ha potuto fare pochissimi giri a causa della forma influenzale che già lo aveva rallentato ieri.

Test a Kyalami, i tempi finali:
1. Michel Fabrizio (Ducati) – 1’40”256
2. Max Neukirchner (Suzuki) – 1’40”688
3. Noriyuki Haga (Ducati) – 1’40”709
4. Carlos Checa (Honda) – 1’40”725
5. Jonathan Rea (Honda) – 1’40”842
6. Yukio Kagayama (Suzuki) – 1’40”959
7. Shinya Nakano (Aprilia) – 1’40”968
8. Max Biaggi (Aprilia) – 1’41”041
9. Ben Spies (Yamaha) – 1’41”049
10. Ryuichi Kiyonari (Honda) – 1’41”412
11. Troy Corser (BMW) – 1’41”986
12. Ruben Xaus (BMW) – 1’42”438
13. Tom Sykes (Yamaha) – 1’42”933

Fonte: http://www.gpone.com/

mercoledì 10 dicembre 2008

Test SBK a Kyalami day 1: Fabrizio beffa Spies, terza caduta di Haga!

A pochi minuti dal termine della prima sessione di test Pirelli a Kyalami Michel Fabrizio ha staccato il miglior tempo in 1’41”204, lasciando a quasi quattro decimi la Yamaha di Ben Spies, fino a quel momento al comando.Il romano della Ducati ha così chiuso in bellezza la prima giornata di prove sul tracciato sudafricano, mentre il suo compagno di squadra Noriyuki Haga, al debutto sulla Rossa, è finito nuovamente a terra: per il giapponese si è trattato della terza caduta del giorno, dopo le due di cui era stato protagonista al mattino, la prima dovuta a un tamponamento da parte di Jonathan Rea. “Nitronori” è rientrato ai box con la tuta tutta consumata, mentre la sua 1098 è stata riportata ai box mezza demolita (nella foto). Alla fine nonostante le cadute Haga ha terminato il suo primo giorno da ducatista con il quarto tempo, staccato da Fabrizio di mezzo secondo, di un soffio dietro alla Suzuki di Max Neukirchner, ma davanti a quella di Kagayama.Ottimo il tempo di Shinya Nakano con l’Aprilia RSV-4, sesto pilota a scendere sotto il muro di 1’42”. Il giapponese ha preceduto Max Biaggi, settimo nonostante abbia girato soltanto nel pomeriggio. Seguono la Honda di Kiyonari e le due BMW, con Corser che precede Xaus.Ultimo Sykes che ha dato forfait dopo pochi giri per una forma virale che lo sta debilitando.

Test a Kyalami, i tempi finali:

1. Michel Fabrizio (Ducati) – 1’41”204
2. Ben Spies (Yamaha) – 1’41”599
3. Max Neukirchner (Suzuki) – 1’41”713
4. Noriyuki Haga (Ducati) – 1’41”730
5. Yukio Kagayama (Suzuki) – 1’41”755
6. Shinya Nakano (Aprilia) – 1’41”846
7. Max Biaggi (Aprilia) – 1’42”446
8. Riuichi Kiyonari (Honda) – 1’42”744
9. Troy Corser (BMW) – 1’42”975
10. Ruben Xaus (BMW) – 1’43”274
11. Carlos Checa (Honda) – 1’43”418
12. Jonathan Rea (Honda) – 1’44”496
13. Kenan Sofuoglu (Honda) – 1’44”500
14. Andrew Pitt (Honda) – 1’44”502
15. Tom Sykes (Yamaha) – 1’46”780

venerdì 5 dicembre 2008

La Honda si ritira dalla Formula 1: trema anche la MotoGP

La notizia bomba che sta facendo tremare la Formula 1 è scoppiata ieri, ed è stata confermata oggi da un comunicato ufficiale: la Honda si è ritirata con effetto immediato dalla massima formula dell’automobilismo, e nel 2009 non sarà quindi al via del Mondiale al fianco di Ferrari, McLaren e compagnia.La crisi economica mondiale si sta facendo sentire ovunque, e di conseguenza la Honda ha deciso di dare un taglio netto agli ingenti investimenti che richiede un impegno in Formula 1. Basti pensare che è stato calcolato che il ritiro dalla F.1 farà risparmiare alla Honda ben 500 milioni di dollari!La Honda è entrata in Formula 1 nel 1964, per poi uscirne alla fine del 1968. La Casa giapponese è poi rientrata come fornitore di motori negli anni Ottanta, portando al titolo costruttori la Williams nel 1986. La successiva partnership con la McLaren, dal 1988 al 1992, ha portato a otto titoli costruttori e piloti. Il rientro, sempre come fornitore di motori, nel 1999 con la BAR, scuderia poi acquistata per fare il grande rientro in veste di costruttore, nel 2006. Dopo sole tre stagioni, ecco il ritiro.
A questo punto, la domanda è lecita: vista la situazione ne potrà risentire, in futuro, anche l’attività in MotoGP ?
Del resto il Presidente della Honda, Takeo Fukui, ha detto che “le risorse vanno spese in maniera responsabile”, e che la Honda “deve proteggere il proprio core business per assicurarlo a lungo termine, considerata la crisi economica mondiale”.
La preoccupazione, insomma, è seria anche per quanto riguarda l’attività a due ruote, anche perché la Honda non si è fatta scrupoli quando ha deciso da un momento all’altro di chiudere baracca e burattini in 250 cc, considerando i motori a due tempi ormai morti. E si parla di investimenti infinitamente inferiori a quelli necessari per competere in Formula 1…E’ poi bene ricordare che, di fatto, la Honda non è più presente in forma ufficiale neanche nel Mondiale Superbike: se le moto dell’Ala corrono ancora nel mondiale delle derivate dalla serie dobbiamo essere grati soltanto a team come il Ten Kate, che si prepara da solo in casa le CBR. I risultati, però, a prescindere dal buon lavoro che può fare il team, non sono certo al livello delle altre Case impegnate in prima persona.Ormai è chiaro che nel quartier generale della Honda si stanno prendendo delle decisioni importantissime per pianificare il futuro: Carmelo Ezpeleta farebbe bene a preoccuparsi, perché se un giorno a Tokyo dovessero decidere che non vale più la pena investire nella MotoGP, il campionato collasserebbe: le moto, dalle attuali 18, scenderebbero a 12, un numero troppo limitato per pensare di tenere in piedi un Mondiale.

giovedì 4 dicembre 2008

Tamburini lascia la MV!

Come un fulmine a ciel sereno è arrivata la notizia del "pensionamento" di Massimo Tamburini.
Il celebre designer romagnolo, fondatore della Bimota e della CRC di San Marino, da cui sono uscite moto che stanno ancora scrivendo la storia dello stile motociclistico, lascia quindi il Gruppo MV e per la quarta volta nella sua carriera ricomincia daccapo.Appena ricevuto il comunicato diramato dalla MV, lo abbiamo cercato e lo abbiamo raggiunto telefonicamente.

"Che cosa ci combini, Massimo?" – gli abbiamo chiesto con la confidenza che ci è permessa da una conoscenza e amicizia personale che ha passato i trent'anni. "Perché – ha risposto – si sa già? Cosa vuoi che ti dica – ha continuato – penso di aver preso la decisione giusta. Ho dedicato tutta la mia vita alla motocicletta, qualcosa di buono penso di aver fatto, e adesso ho ritenuto che fosse il momento giusto per fermarsi un attimo. Non sono più giovane e mi prendo un anno di libertà per aiutare i miei figli a realizzare nel modo migliore le loro iniziative, poi mi occuperò ancora di design, magari non solo di motociclette, perché a me piace creare oggetti di design anche al di fuori del mondo della moto".Qualcosa si è rotto, perché l'ultima volta che avevamo incontrato Tamburini, qualche mese fa, sembrava molto sereno e si era dichiarato pronto a impegnarsi al massimo, anche da consulente, non più da socio, per rilanciare quel marchio che da quarant'anni è al primo posto nella graduatoria della sua inesauribile passione motociclistica. Gli chiediamo spiegazioni, ma Tamburini si chiude a riccio e non parla. Precisa solo: "Mi ero dimesso già molto tempo fa, ho condotto poi trattative con alti dirigenti della Harley Davidson, gente che peraltro mi ha fatto un'ottima impressione, ma alla fine mi sono convinto che la cosa migliore per me fosse uno stop almeno momentaneo".Massimo Tamburini fece il suo ingresso nel grande mondo della moto, in cui militava già da tempo come appassionato, realizzando nel 1973 una serie di special bellissime su base Honda 750. Il successo, inatteso e alimentato da entusiastiche recensioni sulla stampa specializzata di tutta Europa, lo convinse, assieme all'amico Giuseppe Morri, a fondare la Bimota, che in breve divenne la più prestigiosa fabbrica di special supersportive e da corsa del mondo. Le soluzioni stilistiche, ma anche tecniche, ideate da Tamburini fecero scuola e non è affatto esagerato affermare che dalla Bimota i giapponesi attinsero a piene mani per far progredire in modo significativo le loro moto, capaci di grandi prestazioni, ma ancora acerbe nella ciclistica e nella linea.Dopo la Bimota, il passaggio alla Ducati, dove disegnò diverse moto, tra cui la "Paso", e il suo capolavoro, la "916", un punto fermo nella storia del design motociclistico. Poi, dalla Ducati alla MV Agusta dove creò altre due moto stupende: la Cagiva Mito 125 e la MV F4, tuttora una delle moto più belle del mondo.Nel 2000 un'importante e antica rivista specializzata olandese promosse un sondaggio fra i lettori chiedendo loro chi fossero i personaggi più rappresentativi del motociclismo del 1900. Il risultato fu: al primo posto Soichiro Honda, al secondo Massimo Tamburini.La MV nel suo comunicato, che potete leggere nella pagina che segue, fa intendere che Tamburini si dedicherà ad altro, non più alle moto. Noi invece aspettiamo il suo prossimo capolavoro a due ruote e (tanto) motore.

Fonte: http://www.motonline.com/
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