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domenica 6 febbraio 2011

BMW Open Week-end

Si ricomincia !
BMW, come di consueto, apre la stagione motociclistica 2011 con il suo open week-end fissato per il 19/20 febbraio 2011.



Per maggiori info su orari, concessionari e  modelli in prova fate riferimento al sito BMW Motorrad Italia.


Bikers: warm-up your engines !

domenica 5 aprile 2009

APRILIA E GUZZI: In prova in piazza



Aprilia e Moto Guzzi "scendono in piazza" in 10 città e invitano gli appassionati di tutta Italia alla prova delle nuove moto 2009.

Per la prima volta Aprilia e Moto Guzzi "scendono in piazza" in un tour itinerante che porterà i due marchi motociclsitici del Gruppo Piaggio a calcare 10 piazze di Italia. La prima data è stata a Palermo il 28 e 29 Marzo ma da li il tour si sposterà di week end in week end nelle principali piazze italiane, fino a chiudere il 24 maggio a Torino.

A disposizione degli interessati ci sarà tutta la gamma di ciascun marchio, comprese le nuove versioni ABS di Mana e Shiver, e la motard stradale SXV 5.5, e le nuove Guzzi V7 Classic e Stelvio. In tutto saranno 13 i modelli di moto a disposizione che potranno essere provate su percorsi appositamente studiati sotto l’occhio attento di un apripista.

I motociclisti di tutta Italia potranno programmare la prova delle Aprilia e Moto Guzzi preferite. E’ sufficiente chiamare il numero verde 800 122337. Chi si prenota riceverà via email la conferma e tutti i dettagli sulla location e le informazioni per il "test ride".

Prima della partenza un istruttore della FMI-Federazione Motociclistica Italiana terrà il briefing ai partecipanti anche con l’ausilio di video e ricostruzioni grafiche del percorso. A testimoniare l’attenzione dei marchi moto del Gruppo Piaggio sul tema della sicurezza, i tester saranno equipaggiati, in anteprima assoluta, di un gilet dotato di Motoairbag, il nuovissimo dispositivo che incrementa la sicurezza passiva del pilota attivandosi automaticamente in caso di caduta.

Le città e le date di Moto Live Tour 2009
- Palermo, 28 e 29 marzo
- Catania, 4 e 5 aprile
- Roma, 18 e 19 aprile
- Milano, 18 e 19 aprile
- Napoli, 9 e 10 maggio
- Firenze, 9 e 10 maggio
- Pescara, 16 e 17 maggio
- Vicenza, 16 e 17 maggio
- Rimini, 23 e 24 maggio
- Torino, 23 e 24 maggio

Tutti i dettagli e gli aggiornamenti sulle date, le località e gli indirizzi sono disponibili sui siti internet www.aprilia.it e www.motoguzzi.it .

Fonte: www.motorbox.com

CLASSIC WEEK - 4/10 aprile, presso tutta la rete Triumph


Nasce nel 1959 e diventa subito leggenda.
Motore potente, telaio leggero e preciso, look attraente. Era la moto di serie più performante che esistesse.
Vinceva in pista ed era un culto su strada.
Scelta obbligata dei London Rockers, ha contribuito al mito dell'Ace Café e ha ispirato un'intera generazione di motociclette.
O ce l'avevi o la desideravi...
La Bonnie, così la chiamavano, fra gli altri, Steve McQueen, Elvis, Marlon Brando, Evel Knievel, Fonzie, Bob Dylan, Warren Beatty, è un capitolo della storia del motociclismo.
Ha attraversato il tempo, continuando ad evolversi.
Ha cambiato la pelle ma non lo spirito.
Oggi è una motocicletta moderna e ricca di tecnologia che adora il traffico della città e ama essere al centro dell'attenzione.
I cerchi da 17", la ridotta altezza da terra, una ciclistica precisa, il motore generoso e ricco di carattere, la comoda sella per pilota e passeggero, fanno della Bonneville una motocicletta facile, immediata e affidabile.
Niente a due ruote riesce ad avvicinare il suo stile e il suo carattere.
Oggi, come 50 anni fa, o ce l'hai o la desideri...
E, per aiutarti a capire meglio di cosa stiamo parlando, vieni in Concessionaria a scoprirla...

Fonte: www.triumph.it

venerdì 20 marzo 2009

Yamaha Open WeekEnd 2009 al via il 28 e 29 marzo


Il weekend del 28 e 29 marzo 2009 torna Yamaha Open Weekend attraverso il quale gli appassionati del marchio dei Tre Diapason potranno ammirare e provare le novità del 2009 che trovate nella galleria fotografica.

Grandi protagoniste del fine settimana targato Yamaha saranno la nuova XJ6, la naked 4 cilindri 600 cc di nuova concezione, la semicarenata Diversion al debutto in questi giorni, le nuove WR125R e WR125X, enduro e supermotard nate intorno al modernissimo monocilindrico 4 tempi 4 valvole, la XVS950A Midnight Star, porta d’ingresso tra le cruiser con motore bicilindrico compatto a V da 60° ed un look dalle linee classiche ma al contempo innovative.

Non ultima, lei, la regina indiscussa dell’anno, la Yamaha R1 2009, rivoluzione nel mondo delle supersportive grazie al suo motore derivato dalla MotoGP con albero a croce e scoppi irregolari in grado di regalare sensazioni mai provate su una moto di serie ed un’erogazione di potenza straordinariamente lineare ad ogni pilota.

La visita presso i concessionari Yamaha sarà resa ancor più interessante, inoltre, dalla presenza di imperdibili offerte promozionali relative ai modelli 2008 presenti in gamma, su tutte le eccezionali promozioni su Yamaha R1 2008 - proposta a 10.990 euro f.c. - e Majesty 400 2008, a ben 4.990 euro f.c grazie anche all’ecoincentivo rottamazione.

Tra chi, nel corso dell’Open weekend del 28 e 29 marzo, testerà almeno un modello della gamma 2009 presso Concessionarie e Scooter Store Yamaha, verrà inoltre estratto a sorte il fortunato vincitore di un Yamaha T-Max “estreme yellow” 2009 oltre a 5 corsi di guida a scelta tra la vasta gamma proposta dai Technical Partner Yamaha 2009.

Partecipare al concorso è molto semplice: sarà sufficiente testare su strada una delle moto o scooter della gamma 2009 messe a disposizione presso i Concessionari Ufficiali e gli Scooter Store Yamaha e compilare il coupon dedicato all’Open Weekend 2009.

Per tutti i visitatori che desidereranno testare le emozioni di guidare un prodotto della casa dei tre diapason, inoltre, vi sarà la possibilità di vincere immediatamente oltre 1.000 marsupi Yamaha “Laguna Seca” grazie ad una zona “gratta e vinci” dedicata presente sul coupon del concorso Yamaha Open weekend 2009.

L’elenco delle moto disponibili per i test e la lista dei Concessionari che aderiscono all’iniziativa sono disponibili sul sito www.yamaha-motor.it.

Fonte: www.motoblog.it

mercoledì 4 febbraio 2009

BMW presenta la S 1000 RR targata

La casa bavarese toglie i veli alla versione stradale della superbike presentata ottobre scorso in occasione del Salone di Colonia

Entra finalmente in produzione la S 1000 RR, la replica stradale della supersportiva BMW che quest'anno parteciperà al Campionato Mondiale Superbike con la coppia di piloti Troy Corser e Ruben Xaus. Questo significa che l'attesa sportivona tedesca sarà presentata al pubblico in versione definitiva verosimilmente per fine estate, anche se è già ordinabile presso i concessionari BMW Motorrad, visto che è già stato ufficializzato anche il prezzo (per ora solo per il mercato tedesco) di 15.150 euro. Di certoA guardarla bene, esteticamente la S 1000 RR omologata non si differenzia molto da quella da pista se non, ovviamente, per la targa, gli indicatori di direzione, gli specchietti e la carena che non si allunga sino al pneumatico posteriore, ma lascia in vista il padellone dello scarico e del catalizzatore. Anche la componentistica cambia visto che le superbike, a differenza delle moto che corrono nei campionati Superstock, possono subire modifiche radicali ad ogni loro parte. Il motore si conferma un quattro cilindri in linea di 999 cc estremamente compatto nelle dimensioni grazie all'esperienza maturata negli anni in F1. Contenuto anche il peso, dichiarato a secco dalla casa di 183 kg. Nella versione stradale, come su tutti i prodotti di punta BMW, monterà di serie l'impianto Sport-ABS con quattro differenti modalità, insieme al sistema di controllo di trazione DTC e al cambio elettronico, già visto sulle BMW HP2 Sport e K 1300 S. Le colorazioni saranno: argento, verde acido, grigio e il bianco-blu-rosso colori sportivi ufficiali della casa bavarese.

domenica 18 gennaio 2009

BMW Motorrad Anti-Season Program: open week-end BMW

Mai come in questo caso è proprio così: non esistono le stagioni di una volta e non esistono più le mezze stagioni.
Non esistono sole, pioggia, neve, caldo, freddo e nemmeno asfalto, fango, sterrato. Perché, per il vero rider BMW Motorrad le ruote sono sempre e solo due e la regola del gioco è chiara: non esiste l'idea di non andare sempre in moto.
La passione non conosce stagioni e questo BMW Motorrad lo sa molto bene:

Così nasce il BMW ANTI-SEASON PROGRAM, un incontro tra amici in un periodo dell'anno che, per gli "altri", è ancora motociclisticamente letargico.
Il 7 e l'8 febbraio 2009, in un lungo open week-end, tutte le concessionarie BMW Motorrad vi aspettano per scoprire in anteprima i nuovi modelli K 1300 R, K 1300 S e K 1300 GT, la linea di abbigliamento e accessori 2009 e tutte le novità del mondo BMW Motorrad.

Fonte: www.bmw-motorrad.it

venerdì 16 gennaio 2009

DUCATI MONSTER 1100 Open week


Gli store e i concessionari Ducati Gli store e i concessionari Ducati ti aspettano dal 19 al 25 gennaio per farti provare in anteprima il nuovo Monster 1100.

Il Monster 1100 è il termine di paragone per eccellenza, il vertice della famiglia Monster. Dedicato a chi ama il massimo, questo gioiello di stile e performance è equipaggiato con il carismatico e leggendario motore 1100cc Desmodromico a L, famoso in tutto il mondo per coppia ed accelerazione mozzafiato.
Pensato e costruito per ridefinire il concetto di naked, il Monster 1100 si distingue non solo per le sue linee pulite ed aggressive, espressione di un inconfondibile stile italiano, ma sopratutto per le prestazioni esaltanti in classico stile Monster.

Non perdere questa occasione, corri a provare il nuovo Monster 1100: l’inverno non è mai stato così caldo.

Fonte: www.ducati.com

domenica 14 dicembre 2008

Yamaha FZ1 Abarth Versione Finale

DRIM si era già occupato di questa special nel precedente articolo del 18 novembre 2008.
Riportiamo la notizia della versione finale visto che questa special ci piace davvero tanto.
Consigliamo vivamente di guardare le foto in alta risoluzione sul sito www.motorbox.com dal quale riportiamo anche la notizia.

EDIZIONE FINALE Quando qualche settimana fa presentammo la Yamaha FZ1 Abarth, nel nostro spazio commenti si è accesa la discussione. C'era chi criticava pesantemente l'operazione, e chi invece la approvava pienamente. Ci sentiamo di schierarci con la seconda fazione. In fondo questa operazione è la stessa che da anni è il fiore all'occhiello dei marchi italiani, che propongono moto "Factory", "R" o "RR" partendo da modelli standard a cui viene cambiato l'equipaggiamento ciclistico con altro di fattura più raffinata.

JAPAN SPECIAL Quindi perchè scandalizzarsi se Yamaha ha fatto lo stesso? Sfruttando l'accordo commerciale con Fiat il marchio Abarth (che come ricordato in occasione della prima presentazione ha ben diritto ad alloggiare su una moto, visto che sono state proprio le moto le prime special di Abarth) è finito su una versione speciale della FZ1, che potrebbe anche essere il primo di una serie di modelli marchiati Abarth ed equipaggiati con componentistica "premium". La moto è stata presentata nella sua versione definitiva al Motor Show di Bologna.



PARTI SPECIALI Abbiamo già descritto nel dettaglio la FZ1 Assetto Corse in dettaglio qui ricordiamo solo che questa special di Yamaha monta cerchi forgiati Marchesini, sospensioni Ohlins, pinze monoblocco Brembo, Dischi Braking, scarico Akrapovic e comandi Rizoma.




ARRIVA? SECONDO VOI? Il risultato ci pare molto riuscito e visto che Yamaha ci ha preso gusto anche se non ci sono dichiarazioni ufficiali in merito (non si sa se e quando arriverà, nè quanto potrebbe costare) sembra logico che una piccola serie di queste FZ1 Abarth Assetto Corse arrivi sul mercato. Cosi dopo le "Factory" le "R", le "RR" "Veloce" avremo anche una moto Abarth e, forse, non solo lei...

Fonte (articolo e immagini): www.motorbox.com

giovedì 4 dicembre 2008

Tamburini lascia la MV!

Come un fulmine a ciel sereno è arrivata la notizia del "pensionamento" di Massimo Tamburini.
Il celebre designer romagnolo, fondatore della Bimota e della CRC di San Marino, da cui sono uscite moto che stanno ancora scrivendo la storia dello stile motociclistico, lascia quindi il Gruppo MV e per la quarta volta nella sua carriera ricomincia daccapo.Appena ricevuto il comunicato diramato dalla MV, lo abbiamo cercato e lo abbiamo raggiunto telefonicamente.

"Che cosa ci combini, Massimo?" – gli abbiamo chiesto con la confidenza che ci è permessa da una conoscenza e amicizia personale che ha passato i trent'anni. "Perché – ha risposto – si sa già? Cosa vuoi che ti dica – ha continuato – penso di aver preso la decisione giusta. Ho dedicato tutta la mia vita alla motocicletta, qualcosa di buono penso di aver fatto, e adesso ho ritenuto che fosse il momento giusto per fermarsi un attimo. Non sono più giovane e mi prendo un anno di libertà per aiutare i miei figli a realizzare nel modo migliore le loro iniziative, poi mi occuperò ancora di design, magari non solo di motociclette, perché a me piace creare oggetti di design anche al di fuori del mondo della moto".Qualcosa si è rotto, perché l'ultima volta che avevamo incontrato Tamburini, qualche mese fa, sembrava molto sereno e si era dichiarato pronto a impegnarsi al massimo, anche da consulente, non più da socio, per rilanciare quel marchio che da quarant'anni è al primo posto nella graduatoria della sua inesauribile passione motociclistica. Gli chiediamo spiegazioni, ma Tamburini si chiude a riccio e non parla. Precisa solo: "Mi ero dimesso già molto tempo fa, ho condotto poi trattative con alti dirigenti della Harley Davidson, gente che peraltro mi ha fatto un'ottima impressione, ma alla fine mi sono convinto che la cosa migliore per me fosse uno stop almeno momentaneo".Massimo Tamburini fece il suo ingresso nel grande mondo della moto, in cui militava già da tempo come appassionato, realizzando nel 1973 una serie di special bellissime su base Honda 750. Il successo, inatteso e alimentato da entusiastiche recensioni sulla stampa specializzata di tutta Europa, lo convinse, assieme all'amico Giuseppe Morri, a fondare la Bimota, che in breve divenne la più prestigiosa fabbrica di special supersportive e da corsa del mondo. Le soluzioni stilistiche, ma anche tecniche, ideate da Tamburini fecero scuola e non è affatto esagerato affermare che dalla Bimota i giapponesi attinsero a piene mani per far progredire in modo significativo le loro moto, capaci di grandi prestazioni, ma ancora acerbe nella ciclistica e nella linea.Dopo la Bimota, il passaggio alla Ducati, dove disegnò diverse moto, tra cui la "Paso", e il suo capolavoro, la "916", un punto fermo nella storia del design motociclistico. Poi, dalla Ducati alla MV Agusta dove creò altre due moto stupende: la Cagiva Mito 125 e la MV F4, tuttora una delle moto più belle del mondo.Nel 2000 un'importante e antica rivista specializzata olandese promosse un sondaggio fra i lettori chiedendo loro chi fossero i personaggi più rappresentativi del motociclismo del 1900. Il risultato fu: al primo posto Soichiro Honda, al secondo Massimo Tamburini.La MV nel suo comunicato, che potete leggere nella pagina che segue, fa intendere che Tamburini si dedicherà ad altro, non più alle moto. Noi invece aspettiamo il suo prossimo capolavoro a due ruote e (tanto) motore.

Fonte: http://www.motonline.com/

martedì 18 novembre 2008

Yamaha FZ1 "Abarth Assetto Corse"


Una concept affascinante presentata dalla Yamaha in collaborazione col celebre marchio dello scorpione

La FZ1 per voi non è abbastanza cattiva? Alla Yamaha, in collaborazione con la Abarth, hanno trovato il modo di "pimpare" a dovere la naked giapponese, creando la versione "Abarth Assetto Corse" impreziosita da parti di carbonio, alluminio, titanio, sospensioni ultraregolabili. Pinze freno monoblocco Brembo, dischi a margherita, sospensioni Öhlins. per ora si tratta di una concept, ma in futuro chissà.

"La ricerca dell'esclusività, la voglia di regalare ai nostri clienti oggetti unici, che li distinguano dal resto del panorama motociclistico, - afferma Enrico Pellegrino, direttore generale PTW Operation di Yamaha Motor Italia Spa - sono questi i sentimenti che hanno spinto Yamaha Motor Italia ha ideare con la collaborazione degli amici di Abarth una moto che, ancor prima che nelle doti dinamiche strada, riesce ad esprimere tutto il suo carattere nella ricercatezza estetica".

Fonte: www.motonline.com

giovedì 16 ottobre 2008

SBK: la BMW S 1000 RR è anche online!


La futura moto che correrà nel Mondiale SBK con Troy Corser e Ruben Xaus è sul sito www.s1000rr.com dove troverete, per ora, i primi video della S 1000 RR in pista, alcune immagini e la possibilità di iscrivervi alla newsletter della casa bavarese.

Fonte: http://www.motoblog.it

mercoledì 8 ottobre 2008

Intermot 2008 - Salone di Colonia


Apre il 7 ottobre alla stampa Intermot, il Salone Internazionale della Moto, la grande esposizione delle novità a due ruote all'interno del Koelnmesse, il moderno quartiere fieristico di Colonia.
Se è vero che per noi Italiani l'appuntamento più atteso dell'anno resta l'EICMA di Milano, è altrettanto vero che la maggior parte delle novità sarà svelata in Germania.
Ecco, per ingolosirvi, alcune delle moto sicuramente esposte:
Aprilia RSV4 e Shiver semicarenata
BMW serie K portata a 1300
Buell 1125CR
Harley-Davidson Touring Muscle Rod
Honda CBR 600 e 1000 ABS
Kawasaki ER-6n e f, Ninja 600
Suzuki Gladius 650 e GSX-R 1000 K9
Triumph thunderbird 1600
Yamaha R1, Diversion, Midnight Star 950.


La fiera rimarrà aperta fino a domenica 12 ottorbe.

Sito ufficiale della fiera: www.intermot-cologne.com.


Fonte: www.motonline.com

mercoledì 23 luglio 2008

Anteprima: Buell 1125CR, la cafè racer del marchio sportivo americano!

Buell, la Casa sportiva americana, ha presentato la nuova 1125CR, una nuda in stile cafè racer che farà parte dei modelli 2009.
La 1125CR deriva dalla supersportiva 1125R, che viene spogliata delle carene e reinterpretata con design aggressivo, dalle linee spigolose, alle quali si aggiungono gli elementi classici delle cafè racer, come il manubrio ribassato (stile clubman).

La nuova Buell, per seguire al meglio la filosofia delle cafè racer, incroci tra moto supersportive e moto stradali, è equipaggiata con il bicilindrico a V di 72° Buell Helicon di 1.125 cc, raffreddato a liquido, dotato di frizione antisaltellamento e con i rapporti rapporti finali della trasmissione (a cinghia) più corti: 76/27, ovvero 2,815:1. L’airbox è maggiorato e ha una portata di 12 litri. Buell dichiara una potenza massima di 146 CV (109 kW) a 9.800 giri e una coppia massima di 11,3 kgm a 8.000 giri.

Il telaio è perimetrale in alluminio nero satinato e ha la funzione di serbatoio del carburante, con una capacità di 20,1 litri. Il forcellone è stato allungato di 5 mm rispetto a quello della 1125R. La forcella a steli rovesciati da 47 mm e il monoammortizzatore sono entrambi della Showa. Il peso a secco è di 170 kg. L’interasse misura 1.385 mm e l’altezza della sella da terra è di 778 mm. L’impianto frenante prevede un disco anteriore perimetrale montato in asse (ZTL –zero torsion load), su cui lavora una pinza a otto pistoncini. Al posteriore monta un disco tradizionale, su cui agisce una pinza integrata nel forcellone. Le gomme di primo equipaggiamento sono Pirelli Diablo Corsa III. Sarà disponibile nelle colorazioni Racing Red o Midnight Black. Fra gli optional si potranno avere le manopole riscaldate.
Prezzo di listino, 12.995 € chiavi in mano.

Fonte: http://www.motociclismo.it/

venerdì 18 luglio 2008

Honda Supersport Combined ABS

Su moto della serie CBR/RR l’ABS ha sempre avuto molti problemi ad essere utilizzato, per diversi motivi legati alla sua efficienza nella guida sportiva e alle caratteristiche intriseche di questo tipo di moto, dotate di un interasse molto ridotto e di una forte tendenza ad alzare il posteriore in staccata. In Honda sono però convinti di aver trovato la soluzione giusta, al punto da decidere di farcela testare in anteprima su alcune CBR 600RR “laboratorio”.

RIVOLUZIONE VIA CAVO
Questo CBS-ABS controllato elettronicamente costituisce una rivoluzione rispetto ai sistemi Honda usati fino ad ora, perché introduce un controllo attivo della frenata gestito secondo la tecnologia “via cavo” (brake by wire), dove, in pratica, l’elettronica supporta le azioni del pilota sui comandi dei freni, introducendo autonomamente delle compensazioni calibrate sulla forza applicata, oltre a tenere sotto controllo la tendenza al bloccaggio delle ruote.

MODULA E STABILIZZA
Per farlo utilizza le classiche ruote foniche montate sulle ruote anteriore e posteriore, che inviano dei segnali sulla loro velocità di rotazione ad una centralina elettronica di controllo. Questa è collegata a due pompe di pressione, una per l’impianto anteriore e una per il posteriore, gestite elettronicamente, capaci non solo di modulare la pressione dell’impianto per evitare il bloccaggio in frenata, ma anche di generarne una di tipo “attivo”, utile per ripartire la forza frenante richiesta dal pilota sui due assi e stabilizzare così l'assetto della moto.

NIENTE STOPPIE
La ripartizione della frenata è gestita unicamente dalla centralina elettronica del sistema, che monitora la richiesta di forza frenante da parte di chi guida, distribuendola ai freni anteriore e posteriore ed evitando così che si generino nel mezzo reazioni difficilmente controllabili, soprattutto nella guida sportiva. L'impianto CBS-ABS controllato elettronicamente integra perciò una funzione anti-stoppie alla classica frenata combinata.

ROBIN HOOD
In pratica, se per ipotesi la centralina valutasse come eccessiva l’azione sul freno anteriore, “ruberà” un po’ della pressione in eccesso su quell’impianto, trasferendola sul freno posteriore, tramite la relativa pompa elettrica, fintanto che ci sarà aderenza sulla gomma posteriore. Viceversa, se l’azione sul pedale del freno dovesse essere tale da portare al bloccaggio, la pressione su quel freno verrà ridotta in favore del freno anteriore, mantenendo la stabilità del mezzo e riducendo gli spazi di frenata.

CONTROCANTO
Tutto questo avviene in modo automatico e senza che ci sia un collegamento fisico sui due impianti, come invece avviene sugli attuali sistemi CBS Honda. L’evoluzione dell’impianto ha poi portato al completo annullamento delle reazioni alle leve tipiche dei sistemi ABS tradizionali, grazie a un sistema integrato nelle pompe che genera una contro-vibrazione di uguale intensità e frequenza complementare a quella innescata dal modulatore dell’ABS. Un po’ come si fa in acustica per annullare un suono sgradevole.

ASSAGGIO DOPPIO
Per farci toccare con mano quanto spiegatoci in conferenza stampa, Honda ci ha permesso di fare qualche giro su un tracciato di prova in Germania, più un test di frenata repentina per verificare l’efficacia del sistema nell’evitare di mettersi la moto per cappello. Solo pochi giri, per di più a velocità commisurate al valore dei prototipi, ma comunque utili per verificare gli effetti sulla stabilità del mezzo in frenata di un sistema tanto sofisticato.

PROTOTIPO AVANZATO
Il fatto che le CBR fossero ancora allo stadio di prototipo era evidente dalle coperture aggiunte alla carena di sinistra e da alcuni elementi del sistema che spuntavano da sotto il codone, di dimensioni tali da far pensare che il lavoro di miniaturizzazione di tutti i componenti sia ancora agli inizi. Nonostante questo, il maggior peso della moto (non dichiarato) alla guida era impercettibile, segno che lo sforzo fatto per accentrare al massimo le masse aggiunte ha dato i suoi frutti.

ZERO VIBRAZIONI
I giri sul tracciato nei pressi di Baden Baden ci hanno mostrato chiaramente quanto la moto rimanga più stabile in frenata e come l’intervento dell’ABS non sia avvertibile sui comandi. È bastato infatti una tornata utilizzando il solo freno posteriore per accorgersi di come la potenza venga ripartita sui due assi nel modo ottimale, proprio quando normalmente ci si aspetterebbe di sentir stridere la gomma posteriore per carenza di grip.

PANIC STOP La stessa sensazione l’abbiamo provata in un test di frenata dove l’obbiettivo era fermarsi il prima possibile. In un primo tentativo, ad un’azione volutamente esagerata sulla leva, la moto ha risposto sollevando solo di poche dita la ruota posteriore e rimanendo gestibile anche per chi non ha mai pensato nella vita di fare lo stunt man. Provando invece a tirare con forza la leva, ma in modo progressivo, la moto si è fermata in pochissimi metri, accucciandosi sulle sospensioni e senza alcun tipo di ondeggiamento.

PRESTO IN GARA Le stesse buone sensazioni sono state riportate dai piloti professionisti impegnati nello sviluppo di questo sistema specifico per la guida sportiva, particolarmente interessati ai benefici potenziali ottenibili con questo dispositivo soprattutto nelle gare bagnate. Per verificarli, il team Bauer (che corre nella superbike tedesca) a breve proverà ad utilizzarlo in gara, mentre per vederlo su una moto di serie bisognerà attendere il 2010, a meno di clamorose anticipazioni nei saloni di questo inverno.

Fonte: www.motorbox.com

mercoledì 11 giugno 2008

Clamoroso, il ritorno della Yamaha RD 350 2 tempi!

Dopo la presentazione della nuova V-Max, la Yamaha ha voglia di stupire ancora una volta il pubblico delle due ruote, facendo trapelare l’ipotetica uscita della nuova RD350 con motore bicilindrico a due tempi. Si immaginano già le ottime prestazioni che questo tipo di propulsore potrebbe regalare, ma l’altra notizia interessante è che il prezzo di lancio sarebbe inferiore ai 6.000 euro.
Per far fronte alle sempre più restrittive norme antinquinamento la casa dei tre diapason avrebbe sviluppato una nuova tecnologia nella progettazione del propulsore.
La moto potrebbe essere affiancata da un’altra sigla storica, la TDR 350, erede di quella da 250cc degli anni '80.
Infatti, su base RD 350 anche la nuova generazione di TDR avrebbe un’impostazione sportiva, con una impostazione di guida più avanzata e rialzata tipica delle moto da tutti i giorni, sia in città che nelle gite fuori porta.

martedì 10 giugno 2008

Ss - Nasce la Triumph 675 replica McCoy!

La collaborazione tra il Team Sc Caracchi e la Triumph per il mondiale Supersport, doveva dare i frutti di qualcosa di veramente speciale.
E qualcosa di speciale sta nascendo,una Daytona 675 replica SC sta per nascere,un progetto fortemente voluto da Stefano Caracchi un grande appassionato di corse prima che un Team manager.
Ma sentiamo al telefono cosa ci ha raccontato Stefano Caracchi di questa moto.

"La moto è stata curata studiata nei minimi particolari dal reparto corse della Scuderia Caracchi, è curata nei minimi particolari sia nella ciclistica che nel motore, che è in configurazione Superstock.
La moto è rivolta agli appassionati che vogliono una moto ancora piu' performante di quello che gia' il potenziale della Triumph Daytona 675 sa esprimere, ovviamente la moto è in configurazione stradale cioè con la sella biposto e pronta per andare per strada, insomma un piccolo gioiello per farsi ammirare, perchè non è da trascurare la bellisisma livrea la stessa che usiamo nel mondiale Supersport con McCoy; a breve comunicheremo i prezzi e la commercializzazione".

Fonte: http://www.racergp.com/

giovedì 29 maggio 2008

Nuova Yamaha VMax, 210 Cv!



Yamaha l’ha fatta grossa: sono giunte dagli Stati Uniti, in merito alla versione Star, il marchio utilizzato dalla Casa giapponese per le custom e le cruiser americane, alcune indiscrezioni circa il nuovo look e le caratteristiche tecniche della nuova muscle bike della Casa dei tre diapason, l’attesissima VMax.
Secondo le indiscrezioni, la VMax avrebbe un motore di 1.800 cc di cilindrata, con architettura di quattro cilindri a V di 70°.
Stando alle voci, la nuova VMax avrebbe, per la seconda volta nella sua carriera, numeri da record: una potenza di circa 210 CV, la più elevata al mondo tra le moto di serie, e le migliori prestazioni fra le street cruiser.
La prima edizione del 1984 aveva già segnato il record mondiale di allora con 145 CV. ---------------------------------------------------------------------------------------------------
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Il propulsore potrebbe racchiudere importanti contenuti tecnologici: distribuzione variabile sia per le camme di aspirazione, sia per quelle di scarico (cioè in grado di modificare i tempi di apertura e chiusura delle valvole a seconda dei giri del motore) ed acceleratore che utilizza il sistema elettronico ride-by-wire, brevettato dalla Yamaha.
Il motore dovrebbe raggiungere il regime massimo di 9.500 giri, ma svilupperebbe la potenza massima già fra i 7.000 e gli 8.000. Non si esclude che possano essere utilizzati cornetti d’aspirazione a lunghezza variabile come sulla supersportiva YZF-R1. Il prezzo? Si parla di oltre 15.000 euro.---------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------
(Cliccare sulle foto x ingrandire)----------------------------------------------------------------------------------------------------------------

giovedì 22 maggio 2008

Triumph Bonneville 50th Anniversary



(Cliccare per ingrandire)

Triumph per celebrate il 50° anniversario della Bonneville che cade quest’anno ha realizzato due Bonneville in edizione limitata disegnate da Belstaff e Evan McGregor.
Le Bonneville Belstaff è nera con doppia profilatura color oro e sarà messa in vendita durante l’anno. Quella autografata da Ewan McGregor verrà invece messa all’asta e i proventi devoluti all’Unicef.

Fonte: http://www.motoblog.it/

mercoledì 30 aprile 2008

Presentazione Moto Guzzi V7 Classic


(Cliccare per ingrandire)

E’ stata presentata ieri alla stampa la nuova Moto Guzzi V7 Classic.
Una motocicletta ricca di fascino e con una storia importante. La Moto Guzzi V7 nacque infatti 1967 dalle mani del genio di Giulio Cesare Carcano che segnò il debutto del bicilindrico trasversale a V di 90° dotato di una cilindrata di ben 703cc, valore record per l’epoca.
La nuova V7, è una motocicletta moderna nella dotazione tecnica, nella ciclistica e nel propulsore Euro3 da 750cc. La V7 Classic ricorda l’antenata nelle linee del serbatoio, che corre stretto ed affusolato lungo i tubi del telaio per congiungersi con la sella, perfettamente piatta e solidale al parafango posteriore. I fianchetti laterali portaoggetti completano stilisticamente, come nella celebre progenitrice, la vista laterale della moto.
Il fascino della V7 Classic si esprime anche dal ritorno di lucenti cromature sull’impianto di scarico, sugli ammortizzatori, fanaleria posteriore, tappo serbatoio, il gruppo ottico anteriore, il confortevole manubrio e che incorniciano i quadranti del tachimetro e contagiri. Le ruote sono a raggi e ospitano pneumatici sportivi a spalla alta, mentre il quadro strumenti è caratterizzato da un display sobrio ma funzionale.
Confortevole la sella non soltando per il guidatore abbinata a comodi appigli per le mani e una corretta posizione delle pedane. Facile, istintiva, posizione di guida eretta e maneggevolezza sono le doti proprie della V7 Classic che si fanno apprezzare nel traffico cittadino come sui percorsi misti. Il resto dei dettagli dal comunicato Guzzi.

STILE
Una sapiente alchimia fra tradizione e modernità. Il design della V7 Classic racconta conoscenze e saperi della storia Moto Guzzi, attraverso un mix di linguaggio sviluppato sulla genealogia della V7, dalla sontuosa Special, che ricalca nella cromia e nei fregi e nei fianchetti, alla Sport, che ne ha ispirato il serbatoio.
Il dono della bellezza classica di questi dettagli, declinati con la tecnologia e la filosofia progettuale contemporanea, ha creato una sapiente alchimia fra tradizione e modernità che rende omaggio ad uno dei più felici esempi di design italiano degli anni ’60 e ’70, con una linea immediatamente riconoscibile, arricchita da numerosi stilemi. Tra questi, oltre alla profusione di cromature, l’appassionato non mancherà di apprezzare le ruote a raggi, la forma a sigaro dei silenziatori, i quadranti della strumentazione, chiaramente ispirati ai Veglia-Borletti degli anni ‘70, la sella piatta ed allungata, con la fiera scritta Moto Guzzi che capeggia nella parte posteriore.
La V7 Classic comunica immediatamente l’idea di compattezza, agilità, facilità di guida. Sensazioni che separano nettamente dalla filosofia progettuale dell’antenata ispiratrice, nata imponente e destinata ad un pubblico esperto, in grado di maneggiare quella che è stata la prima maxi-moto della produzione nazionale. Oggi la nuova V7 Classic risponde alle esigenze di un motociclismo moderno, alla ricerca della versatilità, economia d’esercizio, affidabilità e basso impatto ambientale, combinando questi fattori in un oggetto iconico e di pregiata fattura.

COMFORT
Quando semplicità è sinonimo di comodità. La V7 Classic è una moto leggera, compatta che offre un’immediata sensazione di controllo, grazie ad una naturale posizione di guida generata dall’indovinata interpretazione del suo stile inconfondibile.Aliena dal costringere il pilota ad un millimetrico inserimento negli incavi del serbatoio, sulla V7 ci si accomoda scendendo e non salendo in sella, nel più classico stile anni ’70.
Tale caratteristica si rivela oggi una qualità apprezzabile anche dal passeggero, non più costretto a particolari contorsioni per accedere alla porzione di sella che la V7 Classic generosamente gli riserva. La corretta posizione delle pedane, leggermente avanzate, e il cospicuo dimensionamento del manubrio, completano il profilo di una moto assolutamente piacevole quanto confortevole.
A questo contribuisce anche la sospensione posteriore, con il doppio ammortizzatore che consente un’escursione ruota di 118 mm e la possibilità di regolazione del precarico molla, per adattarne l’assetto alle diverse condizioni di guida. In marcia gratifica la presenza di un cockpit che ricorda nei quadranti le strumentazioni Veglia-Borletti degli anni ’70: ma a ricordare che siamo alla guida di una moto moderna, vi è la presenza di un duplice display, con le funzioni d’orologio, temperatura esterna e contachilometri totale e parziale, che s’integra sobriamente nei quadranti del tachimetro e contagiri.

CICLISTICA
Agile e maneggevole per adattarsi a chiunque. La versatilità della V7 imponeva la scelta di una ciclistica adatta sia agli slalom cittadini che ai tornanti di un passo montano, senza rinunciare alla vocazione turistica tipica del marchio. Una ciclistica realizzata con componenti di qualità, per offrire le caratteristiche di tenuta di strada e di stabilità che rendono la guida facile e piacevole per i neofiti, ma che vengono apprezzate anche dai piloti più esperti.
L’elemento chiave della moto è il telaio a doppia culla, con elementi inferiori imbullonati e staccabili. Particolare attenzione è stata dedicata alla geometria dello sterzo, dove il cannotto ha un’inclinazione di 27°50’, un angolo d’incidenza che assicura stabilità e precisione nei cambi di direzione, grazie anche al supporto della forcella Marzocchi, che adotta steli da 40 mm. La sospensione anteriore ha un’escursione di 130 mm ed è combinata con l’azione dei due ammortizzatori posteriori, regolabili nel precarico molla, che si estendono per 118 mm.
Il comparto frenante consta di un disco anteriore flottante da 320 mm e uno posteriore da 260 mm. Particolare è anche la sezione delle ruote, con l’anteriore da 18 pollici e il posteriore da 17 per una gommatura a spalla alta, che restituisce al veicolo un’eccellente maneggevolezza e grande sensibilità di guida.

MOTORE E TRASMISSIONE
La coppia che diverte, la potenza che serve. Celebre per la sua affidabilità ed economia d’esercizio, il bicilindrico trasversale a V di 90° da 744 cc ha un alesaggio di 80 mm per una corsa di 74, con pistoni dotati di riporto antiusura in grafite e cilindri in lega d’alluminio. Lo small block di Mandello, è alimentato dal sistema d’iniezione elettronica Weber Marelli, con corpi farfallati da 36 mm di diametro, assistito da sonda Lambda che permette al propulsore di rientrare ampiamente nei parametri previsti dall’omologazione Euro 3. Il cambio, dotato di 5 rapporti, è preciso e immediato nella ricerca della folle, con una rapportatura armonizzata all’uso turistico, che esalta la prontezza di risposta.
In termini di prestazioni massime, sorprende come a soli 3600 giri/minuto è già disponibile il valore di coppia massima, pari a 54,7 Nm. E se lo scatto non manca, anche la potenza massima, vicina ai 50 CV, è perfettamente in sintonia con il carattere della V7 Classic, una moto che non deve sfidare il cronometro ma semplicemente divertire. A questo contribuisce, come in ogni Moto Guzzi, il sound baritonale emesso dal bicilindrico Lariano. La sonorità generata dall’inedito doppio scarico della V7 Classic è, infatti, tra le più gratificanti tra quelle prodotte dal bicilindrico Moto Guzzi.

Fonte: http://www.motoblog.it/

venerdì 18 aprile 2008

Aprilia Dorsoduro, fantastica!



Tra le Case la KTM è stata la prima a presentare la Supermoto, poi sono arrivate la Ducati con la Hypermotard e la BMW con l'esclusiva – in primis per il prezzo - HP2 Megamoto.
Ora è il momento dell'Aprilia che, forte dell'esperienza e dei successi maturati sui campi di gara con la SXV, ha presentato la Dorsoduro che rispetto alle rivali ha, tra le altre cose, il pregio di costare decisamente meno.
Disegnata dal centro stile Aprilia guidato da Miguel Galluzzi (il padre della celebre Monster), la Dorsoduro esprime aggressività da qualsiasi parte la si osservi.
Merita un plauso in particolare il posteriore con il codone alto in cui sono integrati i terminali.
La supermotard di Noale monta il motore bicilindrico a V di 90° da 750 cc già visto sulla Shiver, qui però in versione "depotenziata" a 92 CV. Come sulla naked anche sulla Dorsoduro è presente l'acceleratore elettronico ride by wire e la possibilità di utilizzare tre differenti mappature: sport, touring e rain.Il telaio è composto da una parte posteriore in alluminio e da una anteriore in tubi d'acciaio. Questa soluzione, come dichiarato dai tecnici di Noale, consente di offrire una ottimale flessibilità torsionale. Le sospensioni sono entrambe regolabili nel freno idraulico in estensione e nel precarico. La forcella è una Showa da 43 mm, mentre il mono è prodotto dalla Sachs. L'impianto frenante - marcato Aprilia - vede all'opera dischi wawe sia all'anteriore (lavorati da pinze ad attacco radiale a quattro pistoncini) sia al posteriore.
La Dorsoduro sarà disponibile da maggio nei concessionari a 8.990 euro c.i.m. in tre differenti colorazioni: rossa, grigia e nera. Ma cambiare colore all'Aprilia sarà semplicissimo, basterà infatti sostituire le fiancate e il parafango e avrete una nuova moto. Ed è facile aspettarsi a breve numerose possibilità di personalizzazione. Nei prossimi mesi saranno inoltre disponibili la versione da 25 Kw, quella dotata di ABS e arriveranno una ricca serie di accessori dedicati.

L'Aprilia Dorsoduro non fa nulla per nascondere la sua parentela con la SXV e a chi pensava si trattasse solo di una Shiver motardizzata dovrà ricredersi. La sella è alta, ma essendo stretta anche i piloti sotto al 1,70 cm riusciranno a toccare i piedi a terra.
Il manubrio largo, la marcata svasatura del serbatoio e il lungo e piatto piano di seduta consentono di guidare la Dorsoduro in maniera attiva, sentendo la moto in ogni minima sfumatura. Si ha insomma la sensazione di avere tutto sottocontrollo, fin dai primi metri. Girando il gas la risposta del motore è molto differente in base alla mappatura selezionata. A noi è piaciuta in particolare la Touring che offre un'erogazione meno appuntita di quella Sport e di conseguenza più gustosa su strada fin dai bassi regimi. La rain, lo dice la parola, taglia decisamente la potenza ed è l'ideale quando l'asfalto diventa viscido, soluzione che limita le perdite di aderenza. Nella nostra prima presa di contatto abbiamo apprezzato l'inserimento preciso e veloce in curva. L'anteriore è molto comunicativo, bisogna però imparare a gestire la potenza del freno anteriore che ha una risposta davvero aggressiva. Più modulabile il posteriore. La Dorsoduro, a fronte di un interasse più lungo della Shiver e di una gomma posteriore a nostro avviso fin troppo generosa, è risultata davvero maneggevole. Ma allo stesso tempo tanta reattività alle basse andature non si traduce in un comportamento nervoso alle alte velocità, situazione in cui la Dorsoduro risulta stabile e ben precisa. Se in Aprilia avevano in mente il concetto di "fun-bike" possiamo quindi affermare che l'obiettivo è stato centrato e aspettiamo di provare questa motard nel nostro centro prove per vedere se le positive sensazioni che abbiamo riscontrato si tradurranno anche in interessanti dati oggettivi.

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